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Home / Startup  / Il 2016: l’anno delle policies per lo startup d’impresa. Scopri le misure varate dal governo per favorire la nuova imprenditorialità italiana

Costituzione senza notaio, riforma dell’equity crowdfunding, sgravi e incentivi nel Piano Industria 4.0: sono solo alcune delle novità di quest’anno per le neonate società innovative. Scopri quali sono le policies in Italia a favore dello startup d’impresa

Il 2016 è stato un anno nel quale si sono verificati alcuni fatti di rilievo nell’ecosistema italiano delle startup e dell’innovazione: dai provvedimenti di natura giuridica quali la norma che prevede la possibilità di evitare il ricorso al notaio per la costituzione di una startup, alla riforma dell’equity crowdfunding, alle strategie di politica economica quali l’introduzione di sgravi e incentivi per le neonate società contenuti nel piano Industria 4.0.  Ripercorriamo alcuni dei fatti principali dell’anno che volge al termine.

Febbraio 2016, il “nuovo” equity crowdfunding –  La Consob diffonde l’attesa riforma dell’equity crowdfunding, strumento di raccolta di capitali di rischio tramite portali online che consente di investire in startup in cambio di quote societarie: diventerà concretamente operativa a partire da luglio. A febbraio è stato varato il regolamento che prevede procedure semplificate, riduzione dei costi per la raccolta fondi e ampliamento della platea dei soggetti che possono contribuire a finanziare i progetti d’impresa innovativi. Sembra proprio che, da allora, si sia cambiato marcia: al 13/12 il capitale raccolto ammonta a Euro 6.638.106 per un totale di 70 offerte con un target di raccolta medio pari a Euro 285.235.

Luglio 2016, via alle startup senza notaio – A partire dal 20 luglio 2016 hanno cominciato a costituirsi le prime startup senza notaio. La norma che ha scatenato un vero e proprio scontro tra fazioni è quella contenuta nell’Investment Compact, legge approvata a marzo 2015 che, tra le varie cose, prevede la possibilità di costituire una startup mediante un modello standard tipizzato con firma digitale, evitando quindi il ricorso al notaio. Perché la norma diventasse operativa si è dovuto attendere lo scorso luglio, quando è stato pubblicato un decreto direttoriale con il quale sono state approvate le specifiche tecniche per la redazione del modello standard. Quasi subito però è arrivato il colpo di scena: i notai hanno annunciato di aver fatto ricorso contro il decreto ministeriale presso il Tar del Lazio, il quale si sarebbe dovuto pronunciare a fine agosto su una richiesta di sospensiva. Ma a quel punto il Notariato ha deciso di andare a discutere nel merito il ricorso, bypassando la tappa della sospensiva. Per il momento, quindi, le “startup senza notaio” sono salve. La prossima udienza è fissata per il 15 febbraio 2017.

Settembre 2016, il piano Industria 4.0 – Il 21 settembre è stato presentato il Piano Industria 4.0. che prevede detrazioni fiscali fino al 30% per investimenti fino a un milione di euro in startup e piccole e medie imprese innovative ;  assorbimento da parte di società “sponsor” delle perdite di startup per i primi 4 anni;  agevolazione fiscale mediante detassazione capital gain su investimenti a medio/lungo termine; finanziamenti per la nascita di nuove imprese con focus Industria 4.0 con una combinazione di strumenti agevolativi e attori istituzionali (Cassa Depositi e Prestiti, Cdp);  fondi di investimento dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico con il supporto di Cdp; fondi di venture capital dedicati a startup dell’Industria 4.0 in co-matching con Cdp e il coinvolgimento di Invitalia; iperammortamento al 250% per l’acquisto di beni legati all’industria 4.0.

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