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Imprese Sociali

Imprese sociali: aspetti salienti

27 Giugno 2019 - Innovazione sociale


 

La recente riforma del Terzo Settore (D. lgs. 117/2017) ha previsto una nuova categoria complessiva di entità giuridiche, raggruppate sotto il nome di Enti del Terzo Settore (ETS). Il Decreto indica che “sono enti del Terzo Settore le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”.

Il primo fondamentale presupposto per qualificarsi come ETS è l’esercizio, in via esclusiva o principale, di una o più attività di interesse generale volte al perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Ne derivano due importanti implicazioni:

  • Il divieto per gli ETS di procedere alla distribuzione degli utili (fatte salve alcune fattispecie specifiche);
  • La destinazione vincolata del patrimonio, il quale deve essere utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini del perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

La tipologia dell’Impresa Sociale, pur facendo parte della più ampia categoria degli ETS, assume una particolare rilevanza e trova una propria disciplina specifica in un apposito provvedimento, il D. Lgs. 112/2017.

Il Decreto prevede che possono acquisire la qualifica di impresa sociale tutte le organizzazioni private, incluse quelle costituite nelle forme di cui al libro V del Codice Civile (le società di persone e quelle di capitali), che esercitano in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

In sostanza, vi sono due criteri attraverso i quali un’impresa può qualificarsi come Impresa Sociale:

  • Svolgere in via prevalente le seguenti attività: a) servizi sociali b) interventi e prestazioni sanitarie c) prestazioni socio-sanitarie d) educazione, istruzione e formazione professionale e) interventi e servizi finalizzati alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell'ambiente e all'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, con esclusione dell'attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi f) interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio g) formazione universitaria e post-universitaria h) ricerca scientifica di particolare interesse sociale i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale j) radiodiffusione sonora a carattere comunitario k) organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso l) formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica e al successo scolastico e formativo, alla prevenzione del bullismo ed al contrasto della povertà educativa m) servizi strumentali alle imprese sociali o ad altri enti del Terzo Settore n) cooperazione allo sviluppo o) attività commerciali, produttive, di educazione e informazione, svolte nell'ambito o a favore di filiere del commercio equo e solidale p) servizi finalizzati all'inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro q) alloggio sociale r) accoglienza umanitaria ed integrazione sociale dei migranti s) microcredito t) agricoltura sociale u) organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche v) riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.
  • In alternativa, svolgere attività d'impresa nella quale, per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, sono impiegati in misura non inferiore al 30% degli occupati totali lavoratori appartenenti alle seguenti categorie:

a) lavoratori molto svantaggiati (si tratta di disoccupati da più di 24 mesi ovvero da più di 12 mesi se di età compresa tra 15 e 24 anni);

b) persone svantaggiate o con disabilità, persone beneficiarie di protezione internazionale e persone senza fissa dimora.

Inoltre, sono considerate imprese sociali di diritto le cooperative sociali e i consorzi di cui alla L. 81/1991, mantenendo la propria disciplina.

Nei regolamenti aziendali o negli statuti delle imprese sociali devono inoltre essere previste adeguate forme di coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti e di altri soggetti direttamente interessati alle loro attività. Per coinvolgimento deve intendersi un meccanismo di consultazione o di partecipazione mediante il quale lavoratori, utenti e altri soggetti direttamente interessati alle attività siano posti in grado di esercitare un'influenza sulle decisioni dell'impresa sociale, con particolare riferimento alle questioni che incidano direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei beni o dei servizi.

Va rilevato infine che la qualifica di Impresa Sociale presenta alcuni vantaggi in termini di fiscalità (sia per l’impresa che per quanti investono nel suo capitale) e rispetto alle modalità di raccolta di capitali. In particolare:

  • Sono esenti da tassazione gli utili destinati a riserve o ad incrementi del patrimonio.
  • Per le persone fisiche, è possibile portare in detrazione dalle imposte sui redditi il 30% degli investimenti effettuati in Imprese Sociali costituite da meno di 5 anni, fino al limite massimo di un milione di euro per ogni esercizio e a patto che la partecipazione nel capitale sia mantenuta per almeno cinque anni;
  • Per le persone giuridiche, è possibile portare in deduzione dalla base imponibile IRES il 30% degli investimenti effettuati in Imprese Sociali costituite da meno di 5 anni, fino al limite massimo di 1,8 milioni di euro per ogni esercizio e a patto che la partecipazione nel capitale sia mantenuta per almeno cinque anni.

Le Imprese Sociali possono inoltre raccogliere capitali mediante le piattaforme di equity crowdfunding, godendo anche in questo caso dei medesimi benefici fiscali previsti per le startup e le PMI innovative (deducibilità/detraibilità degli investimenti nei termini descritti sopra).

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